giovedì 18 gennaio 2018

Uccelletti di Sant'Antonio o cillarichijene - biscotti tipici del Teramano



Ieri 17 gennaio per Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, ho voluto realizzare dei dolcetti tipici abruzzesi, più precisamente del Teramano, legati a questa festa e non solo. Sono infatti realizzati anche durante le feste natalizie e fanno parte dei dolci che gli sposi offrono agli invitati al loro matrimonio.
Per celebrare Sant'Antonio Abate, detto anche Sant'Antonio del Fuoco, sono realizzati cercando di ricordare proprio la forma di un uccellino e vengono offerti ai cantori che passano di casa in casa raccontando la vita del Santo.
La loro caratteristica è il ripieno a base di "scrucchiata", una confettura di uva Montepulciano che ritroviamo nel ripieno di altri dolci abruzzesi, come i calcionetti, le sfogliatelle abruzzesi e le ferratelle farcite. 
Sul web ho trovato diverse ricette per la sfoglia con cui sono realizzati questi dolcetti. La più semplice ha come ingredienti farina, olio, vino bianco e poco zucchero, mentre quella che ho seguito io include anche uova, pochissimo latte e liquore aromatico, scorza di limone grattugiata e lievito per dolci. 
Probabilmente per realizzare gli uccelletti veri e propri è più adatta la ricetta più semplice in cui la pasta risulta più consistente, ma vi assicuro che sono di una delicatezza incredibile.




Ingredienti: 

Per la pasta 

  • 700 gr di farina 00
  • 40 gr di olio d’oliva
  • 100 gr di vino bianco
  • 70 gr di latte
  • 1 bustina di lievito vanigliato per dolci da 16 gr
  • buccia grattugiata di 1 limone non trattato
  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero

Per il ripieno 
  • 200 gr di mele cotte
  • 300 gr di confettura d'uva (scrucchiata)
  • 100 gr di mandorle tostate
  • 50 gr di cioccolato fondente grattugiato
  • 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • la scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 2 cucchiai di liquore aromatico (io ho usato la Sambuca)

Per permettere al ripieno di insaporirsi sarebbe bene prepararlo il giorno prima e lasciarlo in frigorifero. Basta amalgamare bene tutti gli ingredienti. e il composto dovesse risultare troppo morbido potete aggiungerci alcuni biscotti secchi sbriciolati.




Il giorno dopo passate alla preparazione della pasta. 
Dopo aver disposto sulla spianatoia a fontana la farina a cui avrete aggiunto il lievito, inserite al centro tutti gli altri ingredienti, iniziate ad amalgamare con una forchetta.




Continuate poi a lavorare l'impasto con le mani fino ad ottenere un composto liscio e compatto che lascerete riposare 15 minuti sotto ad un canovaccio.




Dopo il riposo tirate l'impasto, anche con l'aiuto della nonna papera, ad uno spessore di circa 3 mm. 

Se volete ottenere gli uccelletti ricavate una striscia di circa 30 cm e larga 8 cm in cui disporrete un cilindro di ripieno lasciando libere le due estremità.
Avvolgete il ripieno nella pasta e con il cilindro che ricaverete formare un nodo e lavorate un'estremità facendo la testolina dell'uccellino e con l'altra estremità appiattita incidendola con un coltello ricavate la coda.

Se invece volete dare la forma di tortello tagliate la sfoglia con un coppapasta da  cm di diametro, ponete al centro un cucchiaino di ripieno, richiudete a mezzaluna e date la classica forma di tortello. 

Fate cuocere su una teglia rivestita con carta da forno per 20 minuti in forno preriscaldato a 160°C.

Spolverizzateli con zucchero a velo.   


Se non doveste trovare la confettura d'uva potete utilizzarne di prugne, susine o pesche.

Sono deliziosi!  =^-^=

giovedì 11 gennaio 2018

I Cialdoni toscani di Lorenzo il Magnifico


Probabilmente avete appena riposto presepe ed albero di Natale, mentre per casa girano ancora panettoni, pandori e quello che è avanzato dei dolci della calza della Befana.
Questo sfizio dolce che voglio proporvi però, anche se è tradizione prepararlo in particolare per il periodo natalizio e per l'Epifania, allieterà sicuramente i pomeriggi freddi che ancora ci aspettano, anche se in questi ultimi giorni a Roma sembrava primavera.
Di questi cialdoni ne parla Lorenzo de' Medici nel suo "Canto dei cialdoni" e ce ne dà anche la ricetta, ma questi che ho voluto preparare io rispetto a quelli rinascimentali sono ingentiliti dalla presenza di un po' di burro, strutto, latte, semi di anice e Sambuca o mistrà seguendo questa ricetta.
Appartengono alla stessa famiglia delle ferratelle abruzzesi ( qui la ricetta) ma anche delle cialde danesi Gode Råd ( qui la ricetta).
Per realizzarli sono indispensabili dei ferri artigianali simili a quelli che io uso per le ferratelle abruzzesi con delle scanalature poco profonde, con cui si cuociono i cialdoni sul fuoco del camino o direttamente sul gas.
Io non ho i ferri toscani, ma questa cialdiera va benissimo.


Debbo essere sincera, avevo qualche dubbio sulla consistenza dell'impasto, ma una volta che ha riposato si è ispessito al punto giusto.
D'altronde anche Lorenzo de' Medici affermava che non c'era da preoccuparsi se l'impasto debordava dalla cialdiera durante la cottura!! ;-) 
L'unica accortezza che bisogna avere è quella di oleare bene con della carta assorbente intrisa di olio di semi le due facce della  cialdiera dopo averla fatto scaldare sul fuoco e ripetere questa operazione ogni volta prima di versarvi l'impasto.




Ingredienti: (per 20 cialdoni)

  • 200 gr di farina 00
  • 175 gr di zucchero semolato
  • 1 uovo intero
  • 112 ml di acqua
  • 112 ml di latte
  • 40 gr di burro
  • 1 cucchiaio d'olio e.v.o. (o di strutto)
  • 25 gr di semi d'anice ammollati per 1 ora in acqua 
  • 1/2 bicchierino di Sambuca o mistrà
Per farcire 
  • panna montata con poco zucchero a velo ( ma volendo anche gelato alla vaniglia o la crema che preferite)
Per prima cosa fate sciogliere il burro ed eventualmente lo strutto se lo preferite all'olio.
In una ciotola capiente battete a mano leggermente l'uovo con lo zucchero e la farina, aggiungete il burro e lo strutto sciolti (o al posto dello strutto l'olio), quindi la farina setacciata, l'acqua, il latte, la Sambuca ed i semi d'anice.
Amalgamate bene il tutto con la frusta a mano fino ad avere una pastella bella liscia che farete riposare un paio d'ore.
Dopo il riposo la pastella risulterà più densa. 



A questo punto ponete a scaldare il ferro per cialde chiuso sulla fiamma, con un po' di carta da cucina imbevuto d'olio oleate bene le due facce della cialdiera. 



Versate 2 cucchiai d'impasto nel centro della cialdiera, chiuderla e voltarla per far scaldare ancora 15 secondi l'altro lato.



Aprite la cialdiera, staccate il cialdone con uno stecchino e se volete arrotolarlo fatelo subito su una forma a cono prima che si raffreddi.



Chiusi in una scatola di metallo si mantengono croccanti per diversi giorni.



Potete mangiarli così in purezza o farcirli con panna montata appena zuccherata, magari aggiungendo anche qualche frutto di bosco, oppure con crema chantilly (crema pasticcera alleggerita con panna) o con la crema che più vi piace. 

Sono deliziosi, provateli! =^-^=